Qual è il limite da superare per non sentire più il peso dovuto al sentirsi sempre inadeguato? Non penso di essere l’unica eletta sulla faccia della terra che non trova un posto nel mondo e che ormai ha smesso di cercarlo, penso che sia un peso comune quello dell’inadeguatezza e del malessere che ne deriva. Io ho provato tante strade, da buona perdente ho provato a prenderne atto e ad accettarlo, se mi si urla per strada: “sei inutile” è probabile che risponderò urlando ancora di più: “hai ragione!”; l’amore per me stessa non è una grande componente del mio carattere. Ho accettato, ho preso atto, ho pensato di andare avanti portandomi il peso dell’inutilità con consapevolezza e con calma, tanto perché deprimersi se rimarrò sempre così? Una vita passata a deprimersi a cosa porterà? A nulla. Spinta da questa idea di nulla ho anche pensato che fosse possibile almeno tentare di trovare qualcosa da fare per contrastare il gentile amico dell’inadeguatezza, cosa ho fatto? Ho tentato, per breve tempo, di reagire portando avanti qualche progetto, cercando qualcosa che mi piacesse talmente tanto da farlo diventare il mio passatempo o un possibile campo in cui brillare; non ci sono riuscita. Non so da cosa dipenda questo mio grande legame con il fallimento, probabilmente sono troppo debole anche solo per tentare di reagire, quindi la strada dell’accettazione passiva penso sia la più adatta per me. Che grande vittoria maturare un pensiero simile, vivere nell’insuccesso e portarselo dietro passivamente come se fosse qualcosa che in fondo non ti cambia le giornate; le giornate passano uguali, basta non pensare al futuro, basta farsi bastare le gioie di chi ti sta intorno, vivere di successo passivo, indiretto, gioire della gioia negli occhi degli altri, io ho provato a fare così e ci sono riuscita. Qualunque vittoria di persone a me più o meno vicine mi cambia la giornata, darmi agli altri per aiutarli a raggiungere qualcosa mi rende grata, mi ritrovo a piangere di felicità nel vedere gli altri felici, questo va bene però solo fino a quando le lacrime di gioia non si trasformano in lacrime di tristezza. Di solito la botta di tristezza arriva la mattina dopo, può durare tutto il giorno o andar via prima ma l’idea di doverci convivere tutta la vita mi fa paura. Sono settimane che vivo malissimo la mia condizione, sono anni che vorrei cambiare carattere, vita, aspetto e qualsiasi cosa io abbia fatto nella vita prima o poi mi fa venir voglia di cancellarla. Non so come chiamare questo periodo ma sono sicura che come secondo nome avrei dovuto avere Fallimento.

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